Archive for the ‘Fotografia’ Category

It must be time for lunch now 1979

Francesca Woodman

It must be time for lunch now, 1979

[nota Bio]

Breve, ma sicuramente intensa da un’angolazione creativa, è stata la vita di Francesca Woodman, figlia di artisti – padre pittore, madre ceramista – nata a Denver nel 1958. Il suo primo incontro con la fotografia avviene molto presto, a soli 13 anni, con un autoritratto nel quale già’ si coglie quella frattura che focalizza il suo disagio interiore. Dal 1975 al 1979 frequenta la Rhode Island School of Design di Providence (RISD) e qui nutre la sua passione per le opere di Man Ray, Duan Michaels e Arthur Fellig Weegee. Sempre in questo periodo frequenta a Roma i corsi europei della RISD insieme all’amica del cuore e spesso soggetto partner del suo lavoro, Sloan Rankin. Nel gennaio del 1981 viene pubblicata la sua prima opera fotografica Some Disordered Interior Geometries. Un mese piu’ tardi porrà fine a quelle sue “disordinate geometrie interiori ” per vincere, forse, quel dualismo – tra il sè e l’altro – che sempre e troppo precocemente l’ha afflitta ma che ha voluto rendere immortale nei suoi scatti. Come sottolinea Marco Pierini nel catalogo edito da Silvana Editoriale – “(…) ha sempre dichiarato che a fondamento di ogni azione, di ogni immagine prodotta, di ogni pensiero espresso attraverso le immagini, non c’e’ nient’altro che se stessa”.

Di seguito, il mio piccolo omaggio in parole.

[la stanza vuota]

woodman3

In questa stanza vuota mi fermo un istante.

Sosto.

Attenuo l’impeto del fare e lancio parole dalle mani

così come nascono come mi scivolano dalle dita.

Fluttuano tra la ragione e il sentimento

in un disegno lasciato a metà tra la prigionia e la pazienza.

Cosi’ mi cerco ponendomi in mezzo fra il Me e il Sè

mi cerco cercando la riconoscenza del mio Io

Corro senza muovermi e solo all’ultimo passo mi dico che sono io.

Spengo la luna.

[oltre]

fw1

ossa scalfite di carne

come parola anoressica

in attesa di cibo

Davanti a me

palco architettonico

del mio fluire

– vuota –

nella paralisi

della materia

nutrimento esangue

dell’aria______

che non mi respira|oltre

[PB]

[nota Biblio]

Some Disordere Interior Geometries, 1981
Francesca Woodman, Foundation Cartier pour l’art contemporain, 1998
Francesca Woodman, Christ Towsend, 2008

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Francesca-Woodman-006

per troppa vita che ho nel sangue
tremo
nel vasto inverno.

e all’improvviso,
come per una fonte che si scioglie
nella steppa,
una ferita che nel sonno
si riapre,

perdutamente nascono pensieri
nel deserto castello della notte.

creatura di fiaba, per le mute
stanze, dove si struggono le lampade
dimenticate,
lieve trascorre una parola bianca:
si levano colombe sull’altana
come alla vista del mare.

bontà, tu mi ritorni:
si stempera l’inverno nello sgorgo
del mio più puro sangue,
ancora il pianto ha dolcemente nome
perdono.

 

Antonia Pozzi

 

 

sereno natale

Posted: December 24, 2012 in Fotografia, Prosa d'autore


Ma certo che Babbo Natale esiste. 
Solo che non c’è nessuno che possa fare 
da solo tutto quello che deve fare lui. 
E allora il Signore ha distribuito i suoi compiti 
tra tutti noi. 
Per questo noi siamo tutti Babbo Natale. Io. Tu. 
Persino tuo cugino Billy Bob. 
E adesso dormi. 
Conta le stelle. 
Pensa a cose più serene. 
Alla neve, per esempio.”

da Un Natale di Truman Capote


stelle

Posted: December 22, 2012 in Fotografia, Poesia

“ho pena delle stelle/che brillano da tanto tempo”
scriveva Pessoa

versi fatali

Posted: December 16, 2012 in Fotografia, Poesia

Stasi nel buio. Poi
L’insostanziale azzurro
Versarsi di vette e distanze.

Sylvia Plath

sospesa

Posted: December 15, 2012 in Fotografia, mio scatto, Schegge del pensiero

|sospesa|
tra sogno e realtà
scissa nella mia unità
|mi vesto di parole|mi spoglio di metafore|
PB



ph gabrielam


pensiero di dicembre|scritto al volo|senza ali

Quanto li ho amati quei pensieri fatti di carne
quelle parole trasudanti canti
quale entusiasmo!
e se scrivo questi frammenti d’anima
è solo per me e non per altra folla
ignara del mondo intorno e dentro
 
 cuore e neuroni
 diventano amalgama di universo
ma devo pur difendermi
da attacchi e affondi e schiaffi
e spade infuocate sempre pronte
a squarciarmi il  petto
a graffiarmi la gola
|in questi giorni di gelo
incandescenze dei miei imperfetti segni|