Archive for November, 2012

buongiorno

Posted: November 14, 2012 in Fotografia, mio scatto, Schegge del mattino

con il mio caffè il mattino è!

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terremoto intorno al cerchio
per un tema liceale
poi più nulla nel pensiero

girotondo in mezzo al mondo
son tornata da IrenSanta
con in dono un amuleto
da passante obsoleto

nella lunga notte blu
con la luna per in su
la scrittura mia amicale
mi ha scoperta non banale

ma___ non avendo carta e penna
con inchiostro d’editore
in  trita carte son finita
– per fortuna fuori uso
ho salvato il mio bel muso –

ed immune sono uscita
bella forte e intestardita
contro il brutto il lasso e il tronfio
– porto solo il mio amuleto
[PB]




Magia della Parola

Posted: November 7, 2012 in Prosa, Schegge di analisi

Mezzanotte circa.
Dietro la Custom House, a Dublino, in Mabbot street, c’è la zona dei bordelli. Richiami inequivocabili.
Vertigini di Stephen, che si ferma improvvisamente. Parla. Ma a parlare e’ il suo inconscio. E Joyce così introduce Stephen che parla – “La stanza gli volteggia intorno in senso inverso. Occhi chiusi, traballa. Binari rossi volano via nello spazio. Stelle intorno a soli girano tutte in giro. Zanzarine fulgide danzano sul muro.”
Ed è con la madre che inconsciamente Stephen parla. Con la madre morta. Strano rapporto di Joyce con la madre: per affermare se stesso e il suo laicismo, si era rifiutato di inginocchiarsi e di pregare dinanzi alla madre morente, e la madre morente lo aveva supplicato di inginocchiarsi e pregare per lei.
Un amore, alla fine, sciupato da quel tradimento.
E con l’amore tradito, un lungo senso di colpa: sin dall’inizio dell’ Ulysses, sin dal primo episodio ambientato nella torre di Sandycove.
Mentre Buck Mulligan si rade, Joyce-Stephen guarda il mare e l’immagine dell’acqua del mare si confonde con quella del vomito della madre.
Ma quale la parola per un laico come Stephen?
Fuori dal bordello continua la vita vera – “Bloom libero’ Stephen dalla maggior parte dei trucioli e gli porse cappello e bastone e in genere lo rimise in piedi alla maniera del buon Samaritano”.
Il richiamo alla parabola evangelica ha un suo significato. Mr. Bloom e Stephen si aiutano, entrambi sono disponibili all’incontro: perche’ la loro patria è la strada, perché non hanno mete, perché dell’andar vagando hanno fatto il proprio stile di vita.
Nomadi come il buon Samaritano, che si ferma ad aiutare colui che sta per morire bastonato dai ladri, a differenza del sacerdote e del levita che hanno invece mete precise da raggiungere. Come il buon Samaritano, pronti a dare, non a chiedere. Pieni d’amore e alla ricerca dell’amore. Pieni d’amore, anche senza l’amore degli altri.
Ma che importa?
Posseggono la parola, che li assiste nella vita, che gli consente di frequentare il bordello di Bella Cohen, di trasformarsi in porci e poi di riacquistare sembianze umane lasciando che l’inconscio ricordi o rimuova l’amore desiderato.
E  però, forse per questo, un amore senza fine, che non ha oggetto su cui appuntarsi. E consumarsi.

[14.01.2012]

bllomsday

Old father, old artificer, stand me now and ever in good stead”

Ph MariaGrazia Galatà

Uccide le radici il taglio dei rami.
Uccide fin là dove abita
la talpa coi suoi inutili occhi.

Il taglialegna da lontano
mi scorge e in segno di saluto
brandisce l’ascia come un fazzoletto.
Io lo ricambio.
Per un poco gli ho fermato il braccio.
Mentre mi faccio visiera con l’altra mano
per godere appieno
la prerogativa di quest’attimo.

Ci spacca la strettoia aperta come
una fenditura o non so una scalfitura
da cui filtra questo raggio dell’esserci.

Alberi con le teste ripiene di foglie
senza avvenire di rami o di tronchi
non si danno pena né lena di ferita.

E il pettine della ramaglia
graticola il sole
in un telaio
di trenodie trionfanti.

Per ogni albero che tagliano
io ne pianterò sette
come fanno i finlandesi.
E come diceva Stazio
per le generazioni future.

Sylvia [ancora]

Posted: November 6, 2012 in Diari, Prosa d'autore, Video
 
la perfezione è terribile
Il vento ha spinto sul mare una luna giallo intenso: una luna bulbosa, che germoglia nel cielo indaco sporco e sparge occhieggianti petali luminosi sulla nera acqua fremente.
 
Mi riescono meglio le descrizioni illogiche, sensuali. Testimone la frase qui sopra. Il vento non può assolutamente spingere la luna sul mare. Inconsciamente, senza parole, nella mia mente ho identificato la luna con un pallone giallo e leggero spinto qua e là dal vento.


Sylvia Plath, Diari, Adelphi, 1995

 
Nota ~~~  il diario della Plath è stato manomesso in più parti dal marito Ted Hughes, che arrivò perfino a bruciare intere pagine del diario, nello specifico le pagine dedicate agli anni passati insieme a lui.

[frammenti tratti da Alervista]
Dawn, Ph Julian Escardo

Mi innesco pensieri incandescenti
nelle geometrie dell’anima.
In simultanea salgono adagio
nella luce intensa dei miei occhi.
Osservo i miei sguardi taglienti
come aghi aculei del tempo.
Pianifico le ore passanti
nella pelle color creta
dell’oro sempre addosso.
In apnea respiro rugiada
distillata con minuziosa dovizia
sulla superficie del giorno appena desto.
Dentro di me un sole luminoso.

PB

[giugno 2012]



accade

Posted: November 4, 2012 in Fotografia, Schegge di riflessione, Video

accade__________
a volte che, nonostante si accettino le persone per come siano – con scorie e perle annesse – donando loro sentimento [universalmente nel senso amicale] e comprensione, facendole sentire emphalos del mondo, esortandole ad indossare la pelle migliore in Vita, aprendo loro  polmoni e fegato sul mondo, spesso  rifiutino questo nostro Essere nel Dare, per disegni oscuri ed egoistici. Le ossa scricchiolano nello sterno e schiacciano la pancia di cellulosa. E tutto appare vano – il far comprendere a chi non vuol comprendere – perché spesso rimani nuvola su di te.  
Allora non resta altro che difenderci, senza mai perdersi di vista e lottare e credere intensamente nelle proprie passioni.  E il respiro esce puro. Accade
PB

breath your honesty