Archive for November, 2012

ph Mier

Togli quella maschera d’oro ardente
Con gli occhi di smeraldo.

Oh no, mio caro, tu vuoi permetterti
Di scoprire se i cuori sian selvaggi o saggi,
Benché non freddi.

Volevo solo scoprire quel che c’è da scoprire,
Amore o inganno.

Fu la maschera ad attrarre la tua mente
E poi a farti battere il cuore,
Non quel che c’è dietro.

Ma io debbo indagare per sapere
Se tu mi sia nemica.

Oh no, mio caro, lascia andar tutto questo;
Che importa, purché ci sia fuoco
In te, in me?

Se avessi il drappo ricamato
del cielo,
Intessuto dell’oro e dell’argento e
della luce,
i drappi dai colori chiari e scuri
del giorno e della notte
dai mezzi colori dell’alba e del
tramonto,
stenderei quei drappi sotto i tuoi
piedi:
invece, essendo povero, ho soltanto sogni;
e i miei sogni ho steso sotto i
tuoi piedi;
cammina leggera perché
cammini sui miei sogni.




light (my)

Posted: November 19, 2012 in Digital Manipulation, Fotografia, mio scatto

nottebianca in blu

Posted: November 17, 2012 in Eventi, Fotografia
Pisa stasera è uno spettacolo!

omaggiando Andy Warhol
Londra, Hyde Park
 
sempre a Londra per studiare
dei vent’anni miei perfetti
oggi amo ricordare 
e come posso ritornare!
e come allora, ogni tanto mi sospendo
e  ascolto i Nirvana 
con l’indimenticabile voce di  Kurt Cobain
*a Wally*
 



parla anche tu

Posted: November 15, 2012 in Fotografia, Poesia

Parla anche tu,
parla per ultimo,
dai voce alla tua parola.

Parla –
ma non separare il No dal Sì.
Dai alla tua parola anche il senso:
dalle l’ombra.

Dalle ombra a sufficienza,
dagliene tanta,
fino a saperla attorno a te divisa
tra mezzanotte e mezzogiorno e mezzanotte.

Guardati intorno:
vedi come ovunque tutto è vivo –
Vicino alla morte, eppure vivo!
Dice la verità, chi dice ombra.

Ma ora si restringe il luogo dove stai:
in quale posto andrai, spogliato delle ombre, dove?
Sali. Tenditi verso l’alto come puoi.
Più esile diventerai, irriconoscibile, più sottile!
Più sottile: un filamento,
lungo il quale cerca di calarsi nell’abisso, la stella:
per nuotare laggiù, proprio laggiù,
dove si guarda splendere: nella risacca
di parole erranti.
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Paul Celan, Sprich auch du,
da: Von Schwelle zu Schwelle (Di soglia in soglia, 1955)

il ventaglio

Posted: November 15, 2012 in Fotografia, Poesia

ph Gabrielam

Ut pictura… Le labbra che confondono,
gli sguardi, i segni, i giorni ormai caduti
provo a figgerli là come in un tondo
di cannocchiale arrovesciato, muti
e immoti, mai più vivi. Era una giostra
d’uomini e ordegni in fuga tra quel fumo
ch’Euro batteva, e già l’alba l’inostra
con un sussulto e rompe quelle brume.
Luce la madreperla, la calanca
vertiginosa inghiotte ancora vittime,
ma le tue piume sulle tue guance sbiancano
e il giorno è forse salvo. O colpi fitti,
quando ti schiudi, o crudi lampi, o scrosci
sull’orde! (Muore chi ti riconosce?).

Montale, da Finisterre