il mio cielo vuoto [ad Orfeo—il mito rivisitato]

Posted: August 3, 2012 in Carteggi, Digital Manipulation, mio scatto, Mito rivisitato, Schegge del pensiero

 

Valle dei Templi, scultura di IGOR MITORAJ (digital manipulation by Me)

 

Caro Orfeo,

 

Il dolore!… hai idea tu che cosa sia? non il dolore superficiale fisico, che pur lacerante che sia puo’ essere alleviato, ma il dolore profondo, dell’anima, la cognizione di un immedicabile dolore, che ti immobilizza ti mortifica ti atterrisce ti rende privo di ogni agire. E’ la consapevolezza del nulla, dell’aver gridato senza che nessuno ti abbia sentito o peggio ancora ascoltato. Hai mai provato a stare sveglio intere notti poi alzarti senza vedere l’alba, l’aurora, il giorno, sforzarti di sorridere con gli occhi gonfi e cerchiati di nero, cercare di compiere il fare imposto con un macigno duro e crudele sul petto che sopraffa’ ogni tuo agire o provare a correre ma senza riuscire a muoverti? oppure svegliarti all’improvviso nel mezzo della notte, sentirti mancare il respiro soffocare e udire solo lo scricchiolare delle ossa sullo sterno? Hai mai provato tutto cio’?
Eppure ti capisco certo! capisco il tuo amore per la musica che e’ talmente piu’ importante di ogni altra cosa per te, capisco questa tua continua perpetua ricerca di suoni per portare a compimento il tuo canto…capisco l’amore romantico sublime l’amore cortese che emana ogni tua nota fonema sintagma sintassi, capace di rendere qualsiasi donna, regina o castellana o musa! Ma nel mio reale incontenibile dov’e’ quell’amor che tu decanti?…dov’e’? E’ forse nascosto in qualche pallida, fumosa mattina che tanto avevo immaginato perfetta? oppure in quell’ attimo eterno in cui, senza alcun raziocinio o giustificato motivo, ti sei voltato a guardarmi ma senza vedermi lasciandomi morire? O quando io ti ho ascoltato, assorta, incantata, ogni volta che ti vantavi dei tuoi sonori trofei incurante del mio sentire?
E la mia colpa dove ha le sue radici? Forse nella profondita’ del mio vedere, del mio vivere, del mio sentire, io donna confusa , anestetizzata, inebriata! nonostante i momenti in cui, ormai esangue, mi hai lanciata con forza negli abissi, lasciandomi affondare in quel precipizio dove ogni donna non vorrebbe mai cadere. Eppure ti ho perdonato! non una ma cento mille volte perche’ l’amore, il bene, quando e’ vero! ha insito in se’ una forza superlativa stordente che trionfa sempre (e non e’ per retorica che te lo scrivo)!…
Ecco, questa e’ la mia conclusione nel rispetto di cio’ che e’ la gestione volontaria dei nostri reciproci atti.
Resta comunque questa ferita profonda, non tanto della tua assenza dal mio cielo alla quale mi abituero’ intiepidita dai dolci ricordi melodici che mi terranno compagnia nei giorni mesi anni secoli…ma la consapevolezza del non essere riuscita a trasmetterti la forza struggente del mio canto, intriso di sconfinato sentimento. Amore! Che le tue orecchie, stonate nell’udirmi, hanno sempre inascoltato e respinto.
Forse e’ stata proprio qui la mia colpa, la mia voglia imperfetta, attraverso un suono un rumore un vagito, di dare e chiedere amore, alla base di un bisogno latente, di un sano romanticismo.
Da qui, da questo cielo vuoto ed indifferente, privo di sole, di stelle, di nubi, di colori, di luci, non potro’ piu’ ascoltare la tua voce, ormai lontana, terrena…ma il suo profumo mi raggiunge ugualmente, malgrado te! E mi inebria seppur nell’amarezza, nella consapevolezza di non averti lasciato niente.
Adesso. In nome di quell’amore che mi ha colpito inaspettatamente e nel quale tu non hai mai voluto credere…fino a farmi morire…di ricordo in ricordo, di me in me.

 

Tua Euridice
[PB]

 

 



 
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Comments
  1. Anonymous says:

    ci sono delle occasioni (fortunate) in cui ci si riconosce, per quali motivi è difficile dire, una foto non basta, una amicizia virtuale meno che meno, ma un senso, indistinto, questo sì, che ti fa dire che quella persona in qualche modo è in te. Questo succede con te, e al di là di tutto mi rende orgoglioso e felice, come per tutte le cose belle che decidono di sfiorarmi, in questa vita. Sergio

  2. Grazie Sergio! mi sembra di averti gia' scritto, da qualche parte, che la tua generosita' e' sconfinata. Mi fa piacere comunque…grazie ancora! Patrizia :)p.s. Passages e' stupendo!

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