Archive for July, 2012

ineluttabilità del reale

Posted: July 31, 2012 in Prosa d'autore
 
 
Dev’essere un movimento, allora, un’attualità del possibile in quanto possibile. La frase di Aristotele si formò fra i versi barbugliati e andò alla deriva fino al silenzio studioso della biblioteca di Sainte-Geneviève dove aveva letto, al riparo da una Parigi peccaminosa, per sere e sere. Gomito a gomito un esile siamese compulsava un manuale di strategia. Cervelli pasciuti e pascentisi intorno a me: sotto lampade a incandescenza, infilzati, con un tenue palpitare delle antenne: e nel buio della mia mente un bradipo del mondo sotterraneo, riluttante, schivo di luce, che muove le sue squamose volute di drago. Pensiero è il pensiero del pensiero. Tranquilla luminosità. L’anima è in certo modo tutto ciò che è: l’anima è la forma delle forme. Tranquillità subitanea, vasta, incandescente: forma delle forme.

James Joyce, Ulysses, Telemachia, secondo episodio, Oscar Mondadori, unica traduzione integrale di Guido De Angelis, pp. 35-36.

Stasera a teatro ho assistito alla trasposizione in chiave moderna del mito. La storia della profetessa inascoltata, Cassandra, figlia di Priamo. Ottima performance del corpo di danza, intensi i movimenti dei corpi espressione del loro sentire, il pulsare degli atti. E poi lei, Cassandra, chiusa, ferita, inascoltata.  Vestita dei suoi colori-non-colori… il nero, il buio, l’oblio.

Il Dono. Dono nel quale Cassandra presagisce un pericolo ma rimane inascoltata. Da lì il lungo sonno. La rinuncia. La profezia. La morte dell’amore.

Il Tempo.  Il tempo le darà ragione.

Superlativa l’ interpretazione poetica della Szymborska nel suo Monologo per Cassandra

Sono io, Cassandra
e questa è la mia città sotto le ceneri.
E questi i miei nastri e la verga di profeta.
E questa la mia testa piena di dubbi.

E’ vero, sto trionfando.
I miei giusti presagi hanno acceso il cielo.
Solamente e profeti inascoltati
godono di simili viste.
Solo quelli partiti con il piede sbagliato,
e tutto poté compiersi tanto in fretta
come se mai fossero esistiti.

Ora rammento con chiarezza:
la gente al vedermi si fermava a metà.
Le risate morivano.
Le mani si scioglievano.
I bambini correvano dalle madri.
Non conoscevo neppure i loro effimeri nomi.
E quella canzoncina sulla foglia verde –
nessuno la finiva in mia presenza.

Li amavo.
Ma dall’alto.
Da sopra la vita.
Dal futuro. Dove è sempre vuoto
e nulla è più facile che vedere la morte.
Mi spiace che la mia voce fosse dura.
Guardatevi dall’alto delle stelle – gridavo –
guardatevi dall’alto delle stelle.
Sentivano e abbassavano gli occhi.

Vivevano nella vita.
Permeati da un grande vento.
Con sorti già decise.

Fin dalla nascita in corpi da commiato.
Ma c’era in loro un’umida speranza.
una fiammella nutrita del proprio luccichio.
Loro sapevano cos’è davvero un istante,
oh, almeno uno, uno qualunque
prima di –

E’ andata come dicevo io.
Solo che non ne viene nulla.
E questa è la mia veste bruciacchiata.
E questo il mio ciarpame di profeta.
E questo il mio viso stravolto.
Un viso che non sapeva di poter esser bello.

Wislawa Szymborska

sole tu

Posted: July 29, 2012 in Fotografia, mio scatto, Schegge del pensiero

Vicky
Come quando bambina correvi e mi cercavi
danza tra i colori
il sole ha il colore del tuo sguardo
sorrisi negli occhi 
col cuore che balla
ad ogni curva del tuo nome
il tuo splendore e’ la mia filosofia







il tuo viso

Posted: July 28, 2012 in Arte, Musica, Poesia, Video

Matisse

Non c’è più sole,

ma il tuo viso splende.

E la notte senza meraviglia,
tu sei il mio sonno.
Il tuo occhio scatta come stella cadente.
Sempre io mi auguro qualcosa.

Oro sonante è il tuo riso,
il mio cuore danza verso il cielo.
Quando arriva una nuvola
muoio.

Else Lasker-Schüler

 

Le mie labbra

Posted: July 27, 2012 in Arte, Poesia

Picasso, Marie-Thérèse Leaning on One Elbow, 1939

 

Talvolta, quando parlo, tu al mio fianco
guardi la forma pura delle mie labbra,
segui le ali della loro curvatura,
me le vai modellando, a grado a grado.
io ti avverto e il mio volo appassionato
si regge sulla tua brezza e sull’alto
per rampe a spirale ascende, e attesta
– senza guardarti – il tuo spiro innamorato.
Le mie labbra serie d’innocenza appuri
e in una delle loro pieghe – neppure si nota –
ti occulti – leggerissima -, ti stendi,
così senza peso, senza gravame.
Su, su,labbra di cuore: il gabbiano
e la sua ombra nel mare alla deriva.

Gerardo Diego

 

 

 

evaporare dalle onde del mare
per raggiungere il respiro.
osservare il giorno che nasce.
incauta perdersi
nel suono sincopato del canto.
rumori dorati nei colori dell’alba
fermentano lo spazio illogico dei pensieri
per ritornare col ritmo anagrammato del mito
nel fondo primordiale del mio Ego.



Su NEOBAR alcune mie “fluidita’ interiori”.
Per me grande onore e graditissima sorpresa!
Ringrazio il Professore Abele Longo per la sua generosa attenzione e disponibilita’.

http://neobar.wordpress.com/2012/07/17/patrizia-bertelli-architetture-imperfette-del-pensiero/#more-8535
http://euridiceblog.com/