una lettera a Groucho Marx

Posted: January 13, 2012 in Humor, Schegge di prosa


Caro Groucho,

come ti preannunciai nella mia ultima lettera, mi sono fatto ricoverare presso una nota clinica di intellettuali per farmi fare un trapianto di idee. Devo dirti purtroppo che qualcosa non ha funzionato perché da allora sono diventato allergico a tutto ciò che penso e anzi, ogni tanto, mi partono pensieri che non so di chi siano. Comincio a temere che mi abbiano trapiantato riflessioni incompatibili con il mio cervello e che ci sia un serio pericolo di rigetto.

Il problema nasce forse dall’aver scelto questa clinica troppo esclusiva e intellettuale. Come sai, a me piace far parte delle minoranze ma avrei dovuto scegliere quella dei miliardari e non quella degli uomini colti. La colpa è comunque solo mia perché mi avevano avvertito che per operarmi lì era necessaria una cultura di base, ma come potevo sospettare che io ne avevo una di vertice? Quando sono stato dimesso ho provato a sfogarmi con una dottoressa del reparto ma lei mi ha interrotto dicendomi: “Mio caro signore, ognuno ha i suoi problemi. Sapesse che pene devo sopportare io!” Stavo per dirle qualche parola di conforto quando un signore che passava per il corridoio mi sussurrò che era la moglie di un superdotato.

Ciò detto ti informo che, appena dimesso, ho fatto analizzare la mia vita da un centro diagnostico dove però, quando sono andato a ritirare il referto, mi hanno detto che possono darmelo solo in presenza di un avvocato. Per di più, avendo io subito molte trasfusioni, si poneva un problema di privacy a chi consegnare i risultati delle analisi del sangue.

In attesa di risolvere queste faccende, il mio medico curante mi ha consigliato di prendermi un periodo di riposo e, conoscendo la mia situazione economica, mi ha suggerito una vacanza dissociata e cioè col corpo nelle acque di Ladispoli e la testa in quelle delle Bahamas. Da parte mia preferirei una crociera, ma se la nave fa naufragio? Sarebbe tremendo sentire il capitano urlare: ‘Prima le donne e i bambini!’ e dover dare la precedenza alla campionessa di nuoto dell’ultima Olimpiade.

Questa paura, come altre che ho, è tutta colpa di mia madre e della sua approssimazione culturale. Quando nacqui aveva da poco letto la storia di Teti, la madre di Achille, che per rendere il figlio immortale lo aveva immerso tre volte nelle acque del fiume Stige tenendolo per i talloni che rimasero quindi vulnerabili. Suggestionata dalla storia, mia madre fece lo stesso con me solo che, per non cadere nello stesso errore, mi tenne per il corpo e immerse tre volte nelle acque del fiume solo i talloni. Ed ora sono l’unico uomo al mondo ad avere due magnifici talloni immortali mentre tutto il resto va in rovina.

Insomma, in attesa di leggere le analisi della mia vita in presenza di un avvocato come vuole il centro diagnostico, io non mi arrendo perché, malgrado tutto, tra i miei difetti c’è anche la presunzione. Anzi, ce n’è così tanta che ieri, durante un discorso m’è scappata questa esclamazione: “Io, modestamente, mi sono fatto tutto da noi!”

Ti saluto caro Groucho con l’affetto di sempre e con la speranza che tu possa rispondermi presto col tuo solito umorismo surreale. Non c’è niente di meglio per superare le angosce della vita reale.

Sinceramente, tuo

V.


[Vittorio Salvati]



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